La Dea Fortuna è sicuramente “bendata”, ma la malasorte ci vede benissimo…

Riflessioni sulle sfortune che hanno afflitto la squadra Campione d’Italia da inizio campionato fino ad ora

Vorrei proporre un’osservazione che mi è venuta in mente ieri sera, scaturita da una discussione (molto civile ed anche sensata) riguardo al carico di stanchezza che si è portata dietro la squadra nel doppio impegno ravvicinato, in trasferta, che ha avuto la Virtus in questi ultimi giorni.

Alla mia tesi che la Virtus non è pronta per reggere impegni così dispendiosi e ravvicinati, mi è stato fatto notare che, se l’obiettivo è quello di fare l’Eurolega, partite ogni due giorni sono spesso la normalità. Al che io ribatto che (oggettivamente) non siamo ancora una squadra da Eurolega (o meglio, non siamo ancora paragonabili ad una squadra da Eurolega che voglia competere al massimo livello, come invece la Virtus ambisce ad essere per l’Eurocup), e che comunque, anche una squadra di alta Eurolega in una situazione analoga alla nostra (molto sfortunata) ne uscirebbe anch’essa sconfitta.

PREMETTO CHE IL RAGIONAMENTO SI BASA SU PURA SPECULAZIONE,
e quindi comprendo che possa essere oggetto di diverse obiezioni e confutazioni per le ipotesi che lo compongono. Ma vi chiedo comunque di fare uno sforzo per provare a cogliere il punto.

Immaginiamo una squadra di alto livello di Eurolega, ad esempio Milano, e che quindi ha come obiettivo quello di essere una delle migliori 4 squadre della competizione (ambizione dichiarata e legittima per Milano). La squadra, al via della stagione, ha un ottimo roster, completo e con giocatori di assoluto livello per la competizione. Ora supponiamo che a Milano siano successe, più o meno, le sfighe capitate alle V nere. Quindi: nelle prime due settimane di campionato vengono persi per infortuni gravi il proprio centro, perno della difesa e uomo di grande livello ed esperienza
(Hines -> il nostro Udoh) e un italiano di grande valore in uscita dalla panchina (supponiamo un Datome -> il nostro Abi Abass).

Già queste sarebbero due defezioni enormi, come lo sono state per noi nella nostra dimensione. La proprietà comunque cerca di correre ai ripari: per sostituire l’italiano si trova fortunatamente un giocatore di “pari livello” (supponiamo un Fontecchio/Polonara, per dire -> il nostro Cordiner). Mentre per sostituire il centro titolare non si trova, logicamente, un sostituto veramente adatto, e allora ci si arrangia un po’ con ciò che si ha (diciamo spostando titolare Mitoglu -> il nostro Jaiteh) e si trova sul mercato un giocatore che possa aiutare (Bentil -> il nostro Sampson). E si va avanti così.

In tutto ciò, il nostro “cambio” del play titolare sta male da prima dell’inizio della stagione (Delaney -> il nostro Mannion), e perde buona parte del girone d’andata sia di coppa, sia di campionato.

Con diverse difficoltà si va avanti, facendo affidamento sugli altri (e quindi stancandoli maggiormente), e avendo qualche problema ad inserire due degli stranieri di supporto (Bentil->Sampson; Jerian Grant-> Alexander). Ma questi c’erano liberi, ed avendo già speso moltissimo, e ragionando sul fatto che non potevi offrire un contratto con garanzie di minutaggio elevato, inevitabilmente c’era una ridotta scelta di giocatori non troppo esosi e disposti a venire a fare da “tappabuchi”.

A dicembre, in un colpo solo, perdiamo il 4 titolare (Melli -> il nostro Hervey) per almeno un paio di mesi, ed anche il sostituto del 3 italiano, arrivato in corsa
(Fontecchio -> Cordiner).

Recuperiamo dopo un mese il 3 italiano, ma appena dopo natale ci si gela il sangue quando la nostra stella si fa male, temendo il peggio (Rodriguez -> Teodosic). Per fortuna è meno peggio di quanto si temesse, 1 mese circa fermo.

Pian piano abbiamo recuperato il play/guardia che tribolava da inizio stagione
(Delaney -> Mannion), che in questo momento ci serve come il pane dato che siamo senza la nostra stella in cabina di regia, oltre che tutti gli altri infortunati.

Ci presentiamo a due sfide dure, Brindisi ed una trasferta in terra tedesca
(Bayern Monaco-> la Ulm di stasera). Appena prima di partire per una trasferta lunga 4 giorni, il nostro 1/2 appena rientrato si becca il covid (Delaney-> Mannion), partiamo senza. Vinta una partita dura in Puglia, si arriva in germania il giorno dopo, per giocare contro una delle squadre più in forma del momento. Ci presentiamo con questa formazione:

Devon Hall, Troy Daniels, Shields, Ricci, Mitoglu -> Titolari
Jerian Grant, Fontecchio, Bentil, Tarczewski, Alviti, Baldasso -> in uscita dalla panchina

Ecco: pensate che una squadra ridotta così, in Eurolega, possa dare il meglio di se?

Probabilmente lotta per il 7°/8° posto. Grazie al cielo la situazione non è compromessa, perché comunque si è retto l’urto di tutte queste maledizioni. Magari i primi posti ormai sono difficili da raggiungere, ma con gli infortunati rientranti si dovrebbe tornare ad essere una delle migliori squadre della competizione. Almeno prima che il momento clou dei playoff cominci.

Conclusione: capisco bene che questo ragionamento è pieno di fallacie logiche, troppe speculazioni, comparazioni tra situazioni troppo differenti tra loro. Ma il punto credo rimanga: la squadra ha qualità indubbie, il tempo per recuperare gli infortunati c’è, la situazione non è affatto compromessa, e questa squadra (in salute) non ha paura di andare a giocare contro praticamente nessun altro team della coppa.

Giovanni Fornaciari

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